Concorso magistrati tributari: nominata la commissione esaminatrice
Nominata la commissione del concorso per 180 magistrati tributari: chi la presiede, com’è composta e perché conta per la banca dati e per l’avviso del 13 ottobre.
Il pezzo che mancava è arrivato. Il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, nella seduta del 28 settembre 2026, ha deliberato la nomina della commissione esaminatrice del concorso per 180 magistrati tributari: i componenti con la delibera n. 1140/2026, il presidente con la n. 1141/2026, entrambe pubblicate il giorno successivo. Il 7 ottobre, con la delibera n. 1229/2026, è stato sostituito un componente titolare.
Letta così sembra burocrazia. In realtà è il passaggio da cui dipende tutto il resto: è la commissione che valida i quesiti, e dai quesiti validati nasce la banca dati su cui si gioca la preselettiva.
Chi la presiede e com'è composta
La presiede il dott. Roberto Proietti, magistrato tributario, presidente della Corte di giustizia tributaria di primo grado di Roma (delibera n. 1141/2026).
La composizione non la sceglie nessuno a piacere: la fissa l'art. 4-quater del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 545, come modificato dalla legge 20 aprile 2026, n. 50, e la delibera lo richiama per esteso. Oltre al presidente:
- venti magistrati scelti fra magistrati tributari, ordinari, amministrativi, contabili e militari, con almeno quindici anni di anzianità;
- quattro professori universitari di ruolo, di cui due titolari dell'insegnamento di diritto tributario e due di una delle altre materie d'esame;
- due avvocati iscritti all'albo speciale dei patrocinanti davanti alle magistrature superiori, su proposta del Consiglio nazionale forense;
- due dottori commercialisti con almeno quindici anni di anzianità, su proposta del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.
Ventinove persone in tutto, presidente compreso. Per ciascuna categoria sono stati individuati anche i supplenti: la sostituzione del 7 ottobre serve esattamente a questo.
Il prossimo passo è il 13 ottobre. E non è la prova
Qui serve una precisazione, perché è l'equivoco più diffuso su questo concorso: il 13 ottobre 2026 non è la data della preselettiva. È la data in cui, secondo l'art. 6 del bando, dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'avviso che rende noti due dati:
- il diario della prova preselettiva, cioè quando e dove si svolge;
- la data di pubblicazione della banca dati dei quesiti validati dalla commissione.
L'avviso esce nella 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» — la stessa in cui è uscito il bando, nel numero 51 del 7 luglio 2026 — e ha valore di notifica a tutti gli effetti: nessuno riceve comunicazioni personali, il controllo tocca al candidato. I dettagli sono in una pagina a parte, che aggiorniamo il giorno stesso in cui l'avviso esce: cosa esce il 13 ottobre.
«C'è la commissione» non vuol dire «la prova è vicina»
È la tentazione del momento, e conviene resistere. Due motivi, entrambi verificabili.
Il primo: i tempi di questa procedura si sono già allungati una volta. La legge 31 agosto 2022, n. 130 prevede che la commissione sia nominata «nei quindici giorni successivi alla scadenza del termine per la presentazione delle domande». Le domande si sono chiuse il 6 agosto 2026; la delibera del Consiglio di presidenza è del 28 settembre. È un termine ordinatorio, non perentorio, e non intacca la validità di nulla — ma dà la misura di quanto sia prudente non segnarsi date proprie sul calendario.
Il secondo: nel concorso precedente, quello da 146 posti, l'avviso previsto per il 27 settembre 2024 fu pubblicato il 29 novembre; la banca dati arrivò il 10 gennaio 2025, rettificata il 23 gennaio, e la prova si tenne il 14 febbraio 2025. Fra avviso e prova passarono circa undici settimane, con la banca dati pubblicata circa cinque settimane prima. È un precedente, non una previsione: un solo precedente non fa una regola, e il bando prevede anche la possibilità di sedi decentrate e di più sessioni in date diverse.
Morale: la data della prova, a oggi, non è nota. Chi la dà per certa sta tirando a indovinare.
Cosa conviene fare in queste settimane
Un piano costruito a ritroso da una data che non esiste ancora si sbriciola al primo rinvio. Meglio ragionare per fasi, dove l'ultima si apre da sé il giorno in cui la banca dati validata viene pubblicata:
- Base. Coprire le cinque materie, con priorità al diritto tributario, che da solo vale 20 quesiti su 75. Simulazioni parziali, senza timer.
- Simulazione. Una prova intera al giorno, 75 quesiti in 60 minuti, con il quaderno degli errori attivo. L'obiettivo è stabilizzare il punteggio, non alzarlo.
- Rifinitura. Si apre con la pubblicazione dei quesiti validati e dura fino alla prova. Nel concorso precedente è stata una finestra di circa cinque settimane.
Il piano completo, fase per fase, è qui.
Nel frattempo ci si allena sulla banca dati ufficiale pubblicata dal MEF per il concorso precedente da 146 posti, rettificata al 23 gennaio 2025: 4.408 quesiti sulle stesse cinque materie e nello stesso formato previsto dal bando 2026 — 75 quesiti in 60 minuti, quattro opzioni con una sola esatta, punteggio +1 / −0,33 / 0. La banca dati validata per il concorso da 180 posti non è ancora stata pubblicata; appena esce la carichiamo in piattaforma, inclusa per tutti gli utenti.
Dove controllare, senza intermediari
Su questo concorso circolano parecchie ricostruzioni di seconda mano. Le fonti che contano sono pubbliche e si consultano in cinque minuti:
- la Gazzetta Ufficiale, 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n. 51 del 7 luglio 2026, dove è uscito il bando e dove uscirà l'avviso;
- il Ministero dell'economia e delle finanze, con il testo integrale del bando e le FAQ ufficiali;
- il Dipartimento della giustizia tributaria, che segue la procedura;
- il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, che pubblica le delibere sul concorso, commissione compresa;
- il portale inPA, dove è stata presentata la domanda.
Questo articolo è scritto solo su quelle fonti: le delibere n. 1140, 1141 e 1229 del 2026 del Consiglio di presidenza, il bando adottato con decreto MEF–DGT RR 99 del 1° luglio 2026 e la Gazzetta Ufficiale n. 51 del 7 luglio 2026.
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